Descrizione
Il Museo di Sant'Agostino è il museo della scultura di Genova, in piazza Sarzano, dentro un convento del Duecento: statue, capitelli, affreschi e tombe salvati da chiese e palazzi della città scomparsi nel tempo, dal X al XVIII secolo.
Il convento degli Eremitani conserva la chiesa gotica del 1260, oggi sconsacrata e usata come auditorium, con il campanile di mattoni rivestito di piastrelle. Il percorso gira intorno a due chiostri: uno tardomedievale a pianta triangolare, l'altro quadrato, del Seicento.
L'opera più celebre è il monumento funebre di Margherita di Brabante, moglie dell'imperatore Enrico VII, morta a Genova nel 1311. Ne restano frammenti, ultima grande opera di Giovanni Pisano, il maestro della scultura del Trecento italiano.
Accanto c'è la tomba di Simone Boccanegra, il primo doge di Genova, morto nel 1363: il volto del defunto, scolpito con grande naturalezza, ci ha tramandato il suo ritratto. Viene dalla chiesa di San Francesco di Castelletto, demolita.
Fra i pezzi più antichi ci sono i capitelli di stile bizantino del convento di San Tommaso, intorno all'anno Mille, e i leoni che reggevano le colonne dell'antico portico di San Siro, del XII secolo.
Dalla cattedrale arriva il Grifone, simbolo della città: mezzo leone e mezzo aquila, alludeva insieme al Papato e all'Impero. Ci sono poi affreschi gotici staccati dalle chiese distrutte e una collezione di ceramiche dei commerci mediterranei.
Il Rinascimento porta i portali con San Giorgio e il drago, che le famiglie più potenti, a partire dai Doria, mettevano sopra la porta di casa, e il giovane David di Guglielmo Della Porta con la testa di Golia.
La sezione barocca è dominata da Pierre Puget, il grande scultore francese attivo a Genova nel Seicento. Di lui ci sono una serie di busti di imperatori romani, la Madonna Carrega e il Ratto di Elena, con l'eroina troiana caricata sulla nave da Paride: le ultime due vengono da palazzi di via Garibaldi.
Dopo la soppressione napoleonica, il convento fu magazzino militare, caserma dei Carabinieri, officina, falegnameria e perfino teatro dei burattini. Diventò museo nel 1939, e dopo le bombe della guerra fu ricostruito dallo studio di Franco Albini.
Da non perdere
• Monumento a Margherita di Brabante.
• Tomba di Simone Boccanegra.
• Il Grifone.
• Ratto di Elena di Puget.
• Chiostro triangolare.
Lo sapevi?
• Dal museo parte un percorso guidato che segue il camminamento delle mura del Barbarossa fino a Porta Soprana e alla Casa di Colombo.
Il convento degli Eremitani conserva la chiesa gotica del 1260, oggi sconsacrata e usata come auditorium, con il campanile di mattoni rivestito di piastrelle. Il percorso gira intorno a due chiostri: uno tardomedievale a pianta triangolare, l'altro quadrato, del Seicento.
L'opera più celebre è il monumento funebre di Margherita di Brabante, moglie dell'imperatore Enrico VII, morta a Genova nel 1311. Ne restano frammenti, ultima grande opera di Giovanni Pisano, il maestro della scultura del Trecento italiano.
Accanto c'è la tomba di Simone Boccanegra, il primo doge di Genova, morto nel 1363: il volto del defunto, scolpito con grande naturalezza, ci ha tramandato il suo ritratto. Viene dalla chiesa di San Francesco di Castelletto, demolita.
Fra i pezzi più antichi ci sono i capitelli di stile bizantino del convento di San Tommaso, intorno all'anno Mille, e i leoni che reggevano le colonne dell'antico portico di San Siro, del XII secolo.
Dalla cattedrale arriva il Grifone, simbolo della città: mezzo leone e mezzo aquila, alludeva insieme al Papato e all'Impero. Ci sono poi affreschi gotici staccati dalle chiese distrutte e una collezione di ceramiche dei commerci mediterranei.
Il Rinascimento porta i portali con San Giorgio e il drago, che le famiglie più potenti, a partire dai Doria, mettevano sopra la porta di casa, e il giovane David di Guglielmo Della Porta con la testa di Golia.
La sezione barocca è dominata da Pierre Puget, il grande scultore francese attivo a Genova nel Seicento. Di lui ci sono una serie di busti di imperatori romani, la Madonna Carrega e il Ratto di Elena, con l'eroina troiana caricata sulla nave da Paride: le ultime due vengono da palazzi di via Garibaldi.
Dopo la soppressione napoleonica, il convento fu magazzino militare, caserma dei Carabinieri, officina, falegnameria e perfino teatro dei burattini. Diventò museo nel 1939, e dopo le bombe della guerra fu ricostruito dallo studio di Franco Albini.
Da non perdere
• Monumento a Margherita di Brabante.
• Tomba di Simone Boccanegra.
• Il Grifone.
• Ratto di Elena di Puget.
• Chiostro triangolare.
Lo sapevi?
• Dal museo parte un percorso guidato che segue il camminamento delle mura del Barbarossa fino a Porta Soprana e alla Casa di Colombo.