Descrizione
Via Garibaldi è la strada dei palazzi nobili di Genova: 250 metri in linea retta, in leggera salita, fiancheggiati da dimore del Cinquecento e del Seicento, oggi Patrimonio dell'Umanità UNESCO con i Palazzi dei Rolli. Tre di questi palazzi sono musei.
Nacque nel 1550 come Strada Maggiore, poi Strada Nuova: le grandi famiglie di banchieri lasciarono i vicoli medievali per costruirsi qui, in circa quarant'anni, dimore degne di re. Il nome di Garibaldi arrivò solo nel 1882.
Il cuore della via è Palazzo Doria Tursi, sede del Comune dal 1848: il più imponente di tutti, costruito su tre lotti, con due logge sopraelevate ai lati del corpo centrale. Più avanti, uno di fronte all'altro, stanno Palazzo Rosso e Palazzo Bianco.
Con Tursi formano i Musei di Strada Nuova, un unico percorso fra quadrerie e sale affrescate. Palazzo Rosso deve il nome al colore della facciata, Palazzo Bianco al suo: entrambi furono donati alla città dagli ultimi Brignole-Sale.
Anche senza entrare nei musei, la via si gusta a naso in su. Molti portoni restano aperti su atri affrescati, scaloni e cortili: in Palazzo Tobia Pallavicino, sede della Camera di Commercio, si vedono lo scalone e gli affreschi dell'atrio.
Al numero 3, Palazzo Lercari Parodi ha all'ingresso due talamoni senza naso. Ricordano un antenato del committente, Megollo Lercari, che secondo la storia, a metà fra cronaca e leggenda, si vendicò di un torto del re di Cipro.
Catturate le navi del re, Megollo tagliò il naso ai marinai e li rimandò indietro conservati in salamoia dentro le botti. Dentro il palazzo, la volta del salone racconta la sua impresa in un affresco di Luca Cambiaso.
La via fece colpo su visitatori illustri. Rubens ne disegnò i palazzi, e i suoi disegni diffusero lo stile rinascimentale nel Nord Europa. Madame de Staël la chiamò Rue des Rois, la via dei Re.
Charles Dickens, nel 1843, descrisse la striscia di cielo turchino fra le due file di dimore immense, i balconi di pietra, gli scaloni aperti e i giardini pensili con aranci e oleandri, sospesi sopra la strada.
Palazzo Tursi fu a lungo attribuito per errore a Michelangelo, come ricordava Alexandre Dumas. Il Palazzo delle Torrette, del Settecento, fu invece costruito proprio di fronte per nascondere alla vista le case cadenti del quartiere medievale sottostante.
Da non perdere
• Palazzo Doria Tursi.
• Palazzo Rosso.
• Palazzo Bianco.
• Palazzo Lercari Parodi.
Lo sapevi?
• Già nel 1594 i servitori dei nobili mostravano i palazzi ai forestieri in visita, per l'onore dei loro signori.
• È considerata la prima lottizzazione d'Europa: un intero quartiere diviso in lotti e progettato in una volta sola.
Nacque nel 1550 come Strada Maggiore, poi Strada Nuova: le grandi famiglie di banchieri lasciarono i vicoli medievali per costruirsi qui, in circa quarant'anni, dimore degne di re. Il nome di Garibaldi arrivò solo nel 1882.
Il cuore della via è Palazzo Doria Tursi, sede del Comune dal 1848: il più imponente di tutti, costruito su tre lotti, con due logge sopraelevate ai lati del corpo centrale. Più avanti, uno di fronte all'altro, stanno Palazzo Rosso e Palazzo Bianco.
Con Tursi formano i Musei di Strada Nuova, un unico percorso fra quadrerie e sale affrescate. Palazzo Rosso deve il nome al colore della facciata, Palazzo Bianco al suo: entrambi furono donati alla città dagli ultimi Brignole-Sale.
Anche senza entrare nei musei, la via si gusta a naso in su. Molti portoni restano aperti su atri affrescati, scaloni e cortili: in Palazzo Tobia Pallavicino, sede della Camera di Commercio, si vedono lo scalone e gli affreschi dell'atrio.
Al numero 3, Palazzo Lercari Parodi ha all'ingresso due talamoni senza naso. Ricordano un antenato del committente, Megollo Lercari, che secondo la storia, a metà fra cronaca e leggenda, si vendicò di un torto del re di Cipro.
Catturate le navi del re, Megollo tagliò il naso ai marinai e li rimandò indietro conservati in salamoia dentro le botti. Dentro il palazzo, la volta del salone racconta la sua impresa in un affresco di Luca Cambiaso.
La via fece colpo su visitatori illustri. Rubens ne disegnò i palazzi, e i suoi disegni diffusero lo stile rinascimentale nel Nord Europa. Madame de Staël la chiamò Rue des Rois, la via dei Re.
Charles Dickens, nel 1843, descrisse la striscia di cielo turchino fra le due file di dimore immense, i balconi di pietra, gli scaloni aperti e i giardini pensili con aranci e oleandri, sospesi sopra la strada.
Palazzo Tursi fu a lungo attribuito per errore a Michelangelo, come ricordava Alexandre Dumas. Il Palazzo delle Torrette, del Settecento, fu invece costruito proprio di fronte per nascondere alla vista le case cadenti del quartiere medievale sottostante.
Da non perdere
• Palazzo Doria Tursi.
• Palazzo Rosso.
• Palazzo Bianco.
• Palazzo Lercari Parodi.
Lo sapevi?
• Già nel 1594 i servitori dei nobili mostravano i palazzi ai forestieri in visita, per l'onore dei loro signori.
• È considerata la prima lottizzazione d'Europa: un intero quartiere diviso in lotti e progettato in una volta sola.