Descrizione
La Galleria di Palazzo Bianco è la grande pinacoteca di via Garibaldi, a Genova: in un palazzo dalla facciata chiara del Settecento, quadri di Caravaggio, Rubens, van Dyck, Memling, Veronese e Zurbarán accanto ai maestri del barocco genovese.
Il nome viene dal colore delle facciate, in contrasto con Palazzo Rosso, che sta proprio di fronte. Insieme a Palazzo Rosso e a Palazzo Tursi forma i Musei di Strada Nuova, un unico percorso.
Il percorso attraversa la pittura europea dal Cinquecento al Settecento. Fra le opere più note ci sono l'Ecce Homo di Caravaggio, Venere e Marte di Rubens, Vertumno e Pomona di van Dyck e il Cristo benedicente di Hans Memling.
Ricca la sezione fiamminga, con il Polittico della Cervara di Gerard David. Dalla Spagna arrivano le sante di Zurbarán e la Fuga in Egitto di Murillo; dalla Francia il David con la testa di Golia di Simon Vouet.
Poi la scuola genovese, da Luca Cambiaso a Bernardo Strozzi, Grechetto, Domenico Piola e Alessandro Magnasco. Di Cambiaso vale la pena cercare l'autoritratto in cui il pittore si dipinge mentre ritrae suo padre.
Il giardino sul retro ha aiuole bordate di bosso, il risseu, il tipico mosaico genovese di ciottoli bianchi e neri, e una fontana ottagonale con un fauno che soffia in una conchiglia.
Nel giardino superiore, sul passaggio verso Palazzo Tursi, restano le arcate a strisce bianche e nere di San Francesco di Castelletto, una grande chiesa gotica demolita intorno al 1820, inglobate nel palazzo comunale ottocentesco.
Il palazzo nacque fra il 1530 e il 1540 per Luca Grimaldi, prima ancora che fosse aperta Strada Nuova: per questo l'ingresso guardava sulla salita di San Francesco. Nel Settecento i Brignole-Sale lo rifecero e spostarono il portone su via Garibaldi.
L'ultima erede, Maria Brignole-Sale, duchessa di Galliera, lo lasciò alla città alla sua morte, nel 1889, con una parte delle sue collezioni, «per la formazione di una pubblica galleria». Il museo aprì nel 1892, per i quattrocento anni della scoperta dell'America.
Le bombe del 1942 lo devastarono. Riaprì nel 1950 con l'allestimento di Franco Albini, considerato una delle opere più significative del razionalismo italiano.
Da non perdere
• Ecce Homo di Caravaggio.
• Polittico della Cervara.
• Autoritratto di Luca Cambiaso.
• Giardino con la fontana del fauno.
Lo sapevi?
• Nei documenti dell'UNESCO il palazzo compare ancora con il suo nome più antico: Palazzo di Luca Grimaldi.
• Il fauno della fontana è una copia moderna: l'originale era stato consumato dall'acqua.
Il nome viene dal colore delle facciate, in contrasto con Palazzo Rosso, che sta proprio di fronte. Insieme a Palazzo Rosso e a Palazzo Tursi forma i Musei di Strada Nuova, un unico percorso.
Il percorso attraversa la pittura europea dal Cinquecento al Settecento. Fra le opere più note ci sono l'Ecce Homo di Caravaggio, Venere e Marte di Rubens, Vertumno e Pomona di van Dyck e il Cristo benedicente di Hans Memling.
Ricca la sezione fiamminga, con il Polittico della Cervara di Gerard David. Dalla Spagna arrivano le sante di Zurbarán e la Fuga in Egitto di Murillo; dalla Francia il David con la testa di Golia di Simon Vouet.
Poi la scuola genovese, da Luca Cambiaso a Bernardo Strozzi, Grechetto, Domenico Piola e Alessandro Magnasco. Di Cambiaso vale la pena cercare l'autoritratto in cui il pittore si dipinge mentre ritrae suo padre.
Il giardino sul retro ha aiuole bordate di bosso, il risseu, il tipico mosaico genovese di ciottoli bianchi e neri, e una fontana ottagonale con un fauno che soffia in una conchiglia.
Nel giardino superiore, sul passaggio verso Palazzo Tursi, restano le arcate a strisce bianche e nere di San Francesco di Castelletto, una grande chiesa gotica demolita intorno al 1820, inglobate nel palazzo comunale ottocentesco.
Il palazzo nacque fra il 1530 e il 1540 per Luca Grimaldi, prima ancora che fosse aperta Strada Nuova: per questo l'ingresso guardava sulla salita di San Francesco. Nel Settecento i Brignole-Sale lo rifecero e spostarono il portone su via Garibaldi.
L'ultima erede, Maria Brignole-Sale, duchessa di Galliera, lo lasciò alla città alla sua morte, nel 1889, con una parte delle sue collezioni, «per la formazione di una pubblica galleria». Il museo aprì nel 1892, per i quattrocento anni della scoperta dell'America.
Le bombe del 1942 lo devastarono. Riaprì nel 1950 con l'allestimento di Franco Albini, considerato una delle opere più significative del razionalismo italiano.
Da non perdere
• Ecce Homo di Caravaggio.
• Polittico della Cervara.
• Autoritratto di Luca Cambiaso.
• Giardino con la fontana del fauno.
Lo sapevi?
• Nei documenti dell'UNESCO il palazzo compare ancora con il suo nome più antico: Palazzo di Luca Grimaldi.
• Il fauno della fontana è una copia moderna: l'originale era stato consumato dall'acqua.