Descrizione
Il Palazzo Ducale è il palazzo dei dogi di Genova, fra piazza De Ferrari e piazza Matteotti: per secoli sede del governo della Repubblica, oggi è il centro culturale della città, con grandi mostre nelle sale affrescate, cortili porticati e una torre medievale che fu carcere.
Prese il nome di Ducale nel 1339, quando vi abitò il primo doge, Simone Boccanegra. Il palazzo attuale riunisce edifici del Duecento in una fabbrica manierista del Vannone, di fine Cinquecento, rifatta in parte dopo un incendio del 1777.
Dal portone su piazza Matteotti si entra nell'atrio voltato del Vannone, lungo 43 metri: una volta bianca sorretta alle estremità da file di colonne, che ricorda una vela gonfiata dal vento. Ai lati si aprono i due cortili porticati, con le colonne allineate in un gioco prospettico.
Lo scalone sale al piano nobile. Il salone del Maggior Consiglio, lungo 37 metri, è dove si eleggeva il doge: neoclassico, con colonne di marmo, cariatidi di stucco e una volta che ricorda la carena di una nave rovesciata.
Accanto ci sono il salone del Minor Consiglio, l'appartamento del doge con stucchi rococò, e la cappella dogale, scampata all'incendio: interamente affrescata nel Seicento da Giovanni Battista Carlone, con Colombo che pianta la croce nel Nuovo Mondo.
In alto si sale alla torre Grimaldina, medievale, e alle sue carceri. Sui muri delle celle i prigionieri lasciarono scritte e disegni: nella cella degli artisti si riconoscono navi da guerra, soldati, dame, cavalieri e perfino una mongolfiera.
Fra i prigionieri ci furono il corsaro ottomano Dragut e diversi pittori. Il nobile Domenico Dalla Chiesa, fatto rinchiudere dal fratello senatore, riuscì a fuggire: salì alla cella campanaria e si calò sulla terrazza usando la bandiera in cima alla torre.
Il palazzo ha due volti. Su piazza Matteotti c'è la facciata neoclassica di Simone Cantoni, con colonne e statue: le colonne fanno anche da contrafforti alla volta del salone, rifatta in mattoni dopo l'incendio al posto di quella in legno.
Su piazza De Ferrari, invece, la facciata è dipinta: la ridipinse nel Novecento Orlando Grosso, che su via Tommaso Reggio riportò anche alla luce la loggia e i resti dei palazzi medievali.
Nell'Ottocento, finita la Repubblica, il palazzo diventò tribunale e restò tale fino al 1975. Il grande restauro del 1992, per i cinquecento anni del viaggio di Colombo, lo ha restituito alla città.
Da non perdere
• Atrio voltato e cortili.
• Salone del Maggior Consiglio.
• Cappella dogale.
• Torre Grimaldina e carceri.
Lo sapevi?
• Nel porticato del cortile minore si vede ancora la buca dove i cittadini potevano lasciare denunce anonime.
• Nel 2001 il palazzo ospitò le riunioni del vertice del G8.
Prese il nome di Ducale nel 1339, quando vi abitò il primo doge, Simone Boccanegra. Il palazzo attuale riunisce edifici del Duecento in una fabbrica manierista del Vannone, di fine Cinquecento, rifatta in parte dopo un incendio del 1777.
Dal portone su piazza Matteotti si entra nell'atrio voltato del Vannone, lungo 43 metri: una volta bianca sorretta alle estremità da file di colonne, che ricorda una vela gonfiata dal vento. Ai lati si aprono i due cortili porticati, con le colonne allineate in un gioco prospettico.
Lo scalone sale al piano nobile. Il salone del Maggior Consiglio, lungo 37 metri, è dove si eleggeva il doge: neoclassico, con colonne di marmo, cariatidi di stucco e una volta che ricorda la carena di una nave rovesciata.
Accanto ci sono il salone del Minor Consiglio, l'appartamento del doge con stucchi rococò, e la cappella dogale, scampata all'incendio: interamente affrescata nel Seicento da Giovanni Battista Carlone, con Colombo che pianta la croce nel Nuovo Mondo.
In alto si sale alla torre Grimaldina, medievale, e alle sue carceri. Sui muri delle celle i prigionieri lasciarono scritte e disegni: nella cella degli artisti si riconoscono navi da guerra, soldati, dame, cavalieri e perfino una mongolfiera.
Fra i prigionieri ci furono il corsaro ottomano Dragut e diversi pittori. Il nobile Domenico Dalla Chiesa, fatto rinchiudere dal fratello senatore, riuscì a fuggire: salì alla cella campanaria e si calò sulla terrazza usando la bandiera in cima alla torre.
Il palazzo ha due volti. Su piazza Matteotti c'è la facciata neoclassica di Simone Cantoni, con colonne e statue: le colonne fanno anche da contrafforti alla volta del salone, rifatta in mattoni dopo l'incendio al posto di quella in legno.
Su piazza De Ferrari, invece, la facciata è dipinta: la ridipinse nel Novecento Orlando Grosso, che su via Tommaso Reggio riportò anche alla luce la loggia e i resti dei palazzi medievali.
Nell'Ottocento, finita la Repubblica, il palazzo diventò tribunale e restò tale fino al 1975. Il grande restauro del 1992, per i cinquecento anni del viaggio di Colombo, lo ha restituito alla città.
Da non perdere
• Atrio voltato e cortili.
• Salone del Maggior Consiglio.
• Cappella dogale.
• Torre Grimaldina e carceri.
Lo sapevi?
• Nel porticato del cortile minore si vede ancora la buca dove i cittadini potevano lasciare denunce anonime.
• Nel 2001 il palazzo ospitò le riunioni del vertice del G8.