Villa Durazzo Pallavicini (Pegli)

Villa Durazzo Pallavicini (Pegli)

Viale Durazzo Pallavicini - Pegli. (Apri Mappa)

Descrizione

Villa Durazzo Pallavicini è un grande parco romantico dell'Ottocento sulla collina di Pegli, nel ponente di Genova: quasi nove ettari di sentieri, laghetti, grotte e finte rovine, disegnati come uno spettacolo teatrale in tre atti. L'ingresso è accanto alla stazione di Pegli.

Lo progettò tra il 1840 e il 1846 Michele Canzio, scenografo del Teatro Carlo Felice, per il marchese Ignazio Alessandro Pallavicini. Si percorre come una storia: dopo un prologo e un Arco di Trionfo, che invita a lasciare in città le preoccupazioni, comincia il bosco.

Il primo atto è dedicato alla Natura, con una delle più antiche collezioni di camelie d'Italia, piantate tra il 1856 e il 1877 che fioriscono in primavera. Il secondo, in cima alla pineta, racconta la Storia con un castello, una cappelletta gotica e il mausoleo di un capitano.

Il terzo atto è la Purificazione: un passaggio buio e tortuoso in una grotta che rappresenta gli inferi sbuca sul Lago grande, immagine del Paradiso. Al centro dell'acqua sorge il tempietto di Diana, diventato il simbolo del parco.

Intorno al lago Canzio mise un ponticello di ferro in stile orientale, una pagoda cinese, un obelisco egizio e un tempio turco. Più avanti c'è il Casino di Flora, ottagonale, con vetri colorati e due specchi contrapposti che moltiplicano all'infinito chi sta al centro.

C'è chi legge nel percorso un cammino di iniziazione massonica, ispirato alle idee del marchese, che però non le dichiarò mai apertamente: dall'abbandono delle preoccupazioni alla conoscenza, fino alla verità dopo la prova della grotta.

Il parco aprì nel 1846, in occasione del congresso degli scienziati italiani, e diversamente dai giardini privati delle ville patrizie accoglieva il pubblico a pagamento: attirava migliaia di visitatori ogni anno e aiutò Pegli a diventare una località turistica di fama europea. Nel 2017 è stato premiato come parco più bello d'Italia.

In cima alla collina, la villa neoclassica ospita dal 1936 il Museo di Archeologia Ligure. Tra i reperti c'è la sepoltura del Principe, un ragazzo di circa quindici anni vissuto 24.000 anni fa e trovato con un ricco corredo nella grotta delle Arene Candide.