Museo delle Culture del Mondo - Castello d'Albertis

Museo delle Culture del Mondo - Castello d'Albertis

Corso Dogali 18. (Apri Mappa)

Descrizione

Il Castello d'Albertis, sede del Museo delle Culture del Mondo, è il castello neogotico che il capitano di mare Enrico Alberto d'Albertis si fece costruire sulla collina di Montegalletto, sopra la stazione Principe: torri e merli che dominano la città, sale esotiche e oggetti raccolti in mezzo mondo.

La visita comincia dalla casa del capitano, un collage fantasioso di castelli valdostani, palazzi fiorentini e dettagli della Genova medievale, come la torre degli Embriaci. Si attraversano la sala Colombiana, la sala Gotica, la Cabina e la sala Nautica, con modellini di navi, strumenti e carte.

Il colpo di teatro è la sala Turca: centinaia di oggetti, monili, armi, vasi, divani e lampade sotto un pesante drappeggio che finge una tenda, tra narghilè e uova di struzzo. Sullo scalone, lance e alabarde sono disposte come trofei, secondo il gusto dell'epoca.

Poi il museo cambia sguardo e passa ai veri protagonisti, i popoli di Africa, Americhe e Oceania. Spiccano i manufatti degli Indiani delle pianure, in pelle di bisonte ricamata con aculei di porcospino e perline, e i frammenti maya in tufo dall'acropoli di Copán, in Honduras.

Alle raccolte del capitano si aggiungono quelle del cugino Luigi Maria d'Albertis, primo esploratore del fiume Fly in Nuova Guinea, e gli oggetti dei popoli scomparsi della Terra del Fuoco. Nello stesso castello c'è anche il Museo delle musiche dei popoli, con strumenti da tutto il mondo.

Il castello fu costruito tra il 1886 e il 1892 sopra un bastione cinquecentesco delle mura. Il restauro ha svuotato il bastione dalla terra e lo ha coperto di vetro: con un solo colpo d'occhio si vedono le pietre del Trecento, le mura del Rinascimento e, in alto, la torre ottocentesca.

L'inaugurazione coincise con i quattrocento anni della scoperta dell'America, e il capitano, alla sua morte nel 1932, lasciò castello e collezioni alla città. Intorno c'è un parco con la vista aperta sul mare.

Non mancano le leggende. Una porta, sempre chiusa a chiave, di notte sbatterebbe e si aprirebbe da sola. E si racconta di un tunnel segreto che dalle stanze del capitano portava fino al porto, per fuggire sulla sua nave in caso di bisogno.