Galleria Nazionale di Palazzo Reale

Galleria Nazionale di Palazzo Reale

Via Balbi 10. (Apri Mappa)

Descrizione

La Galleria Nazionale di Palazzo Reale è il museo dentro la reggia dei Savoia in via Balbi, a Genova: sale barocche intatte, oltre duecento dipinti, una sfarzosa galleria degli specchi e un giardino pensile affacciato sul porto antico.

Il palazzo fu costruito dai Balbi a metà Seicento, ingrandito dai Durazzo e poi comprato nel 1824 dai Savoia, che ne fecero la loro residenza a Genova. Dal 1919 è dello Stato e ospita un museo con affreschi, stucchi, quadri e arredi originali.

L'ambiente più celebre è la Galleria degli Specchi, decorata da Domenico Parodi per Gerolamo Durazzo e arrivata intatta fino a noi. Voleva gareggiare con le gallerie dei palazzi romani e con quella di Versailles, fra pitture, stucchi, specchi e statue antiche.

In fondo alla galleria c'è il Ratto di Proserpina di Francesco Maria Schiaffino, che rilegge il gruppo di Bernini con un movimento ancora più vorticoso. Ai lati, quattro statue di marmo bianco di Filippo Parodi raccontano miti delle Metamorfosi di Ovidio.

Le pitture della galleria nascondono una morale, forse suggerita dai Gesuiti che avevano il collegio di fronte. Sulla volta Venere, Bacco e Apollo sono i vizi che rovinarono gli imperi antichi, mentre le Virtù guidano i Durazzo.

La quadreria occupa i due piani nobili. Fra le opere più note ci sono il ritratto di Caterina Balbi Durazzo, dipinto da van Dyck a venticinque anni, e il suo Cristo spirante, accanto a tele di Strozzi, Grechetto, Guercino, Luca Giordano e Tintoretto.

Fra le sale, quella del Trono e il salone da ballo furono ridecorati nel 1842 per le nozze di Vittorio Emanuele II. Dal palazzo si esce sul giardino pensile, creato all'inizio del Settecento dall'architetto Carlo Fontana, con la vista verso il porto.

La sala del Veronese porta ancora il nome della Cena in casa di Simone, il quadro più celebre dei Durazzo. Quando i Savoia comprarono il palazzo, lo portarono a Torino con altri capolavori e lo sostituirono con una copia, fra le proteste dei Genovesi.

Il palazzo ospitò Giuseppe II d'Asburgo nel 1784, poi Gioacchino Murat e Napoleone. Fino al 1964 un ponte lo collegava direttamente all'imbarcadero del porto: fu demolito per costruire la strada sopraelevata.