Chiesa di San Donato

Chiesa di San Donato

Via San Donato. (Apri Mappa)

Descrizione

La Chiesa di San Donato è l'esempio più significativo del romanico genovese: una chiesa di pietra del XII secolo nel cuore del centro storico, nel quartiere del Molo, con un campanile ottagonale che spunta sopra i vicoli verso Stradone Sant'Agostino.

Il campanile è in realtà una torre nolare, cioè costruita sopra la chiesa stessa: è l'unico esempio di questo tipo a Genova. Ha fregi a dente di sega e tre ordini di bifore e trifore, l'ultimo aggiunto nei restauri di fine Ottocento.

La facciata è semplice e severa, in pietra locale, con un portale a fasce bianche e nere. L'architrave sopra la porta è romano, recuperato da un edificio più antico; il rosone e il protiro sono invece aggiunte dei restauri.

Dentro, tre navate sono divise da dodici colonne che raccontano la storia del cantiere. Le sei di granito, tutte d'un pezzo, sono romane di reimpiego e risalgono alla prima costruzione; quelle a strisce bianche e nere vengono dall'ampliamento di fine XII secolo.

Il capolavoro è nella cappella di San Giuseppe: il trittico dell'Adorazione dei Magi del fiammingo Joos van Cleve, del 1515. Sugli sportelli compaiono il committente Stefano Raggi con il suo santo protettore e la Maddalena, e in cima una Crocifissione.

Nel 1974 il trittico fu rubato e ritrovato tre mesi dopo, ma senza la cornice, poi rifatta da maestri fiorentini. Per oltre vent'anni restò al sicuro a Palazzo Spinola, e tornò qui solo nel 1996, dopo il restauro della cappella.

Sullo stesso altare c'è la Sacra Famiglia di Domenico Piola, voluta dalla confraternita dei falegnami: anche lei sparì nel furto del 1974 e fu ritrovata pochi mesi dopo. Tra le opere più antiche spicca una Madonna col Bambino trecentesca di Nicolò da Voltri.

La chiesa custodiva un tempo, fissati sull'architrave, quattro anelli delle navi pisane catturate nella battaglia della Meloria del 1284. Dopo i bombardamenti del 1942 e del 1944 la copertura fu rifatta con capriate di legno a vista, e le absidi laterali ricostruite in pietra sulle fondazioni del XII secolo.

Intorno, la sera i vicoli si riempiono di giovani e di locali. E c'è una leggenda: in certe sere d'autunno apparirebbe in chiesa il fantasma di un nobile del Seicento condannato a morte, appoggiato a una colonna e vestito di raso rosso.