Boccadasse

Boccadasse

Piazza Enrico Bassano. (Apri Mappa)

Descrizione

Boccadasse è l'antico borgo di pescatori di Genova: case color pastello strette intorno a una piccola baia, barche tirate a secco e una chiesetta sul mare, alla fine del lungomare di corso Italia, a circa 5 chilometri dal centro.

La città lo ha circondato, ma il borgo è rimasto quasi come doveva apparire uno o due secoli fa. E non è un presepe per turisti: qualche pescatore lavora ancora, accanto a gelaterie, ristoranti e piccole gallerie d'arte.

Il cuore è piazza Nettuno, la piazzetta aperta sulla spiaggia. In cima al borgo c'è la chiesa di Sant'Antonio di Padova, costruita all'inizio del Settecento dai pescatori: alle pareti pendono modellini di navi lasciati come ex voto, ricordi dei drammi della gente di mare.

Dietro la chiesa si apre il belvedere Edoardo Firpo, la terrazza da cui si vede tutto il borgo dall'alto, con una targa che riporta i versi del poeta dedicati a Boccadasse. Da qui si scende con una scalinata o per via Aurora, una tipica crêuza ligure.

Un'altra crêuza sale al Capo di Santa Chiara, dominato dal castello Türcke, un maniero in stile medievale disegnato da Gino Coppedè nel 1903. Dal belvedere lo sguardo corre lungo la costa di levante fino al promontorio di Portofino.

Il nome forse viene da "bocca d'asino", per la forma della baia, ma è solo l'ipotesi più citata. Una leggenda racconta che il borgo fu fondato intorno all'anno Mille da pescatori spagnoli riparati qui da una tempesta: dal loro capitano verrebbe il cognome Dodero, ancora diffuso in zona.

Più sicura è la tenacia degli abitanti: quando nel 1915 si aprì corso Italia, il progetto voleva prolungarlo fin contro le case, e la loro opposizione lo fermò.

Ecco perché il traffico, arrivato alla chiesa di Sant'Antonio, gira verso l'interno e lascia il borgo intatto. Gino Paoli, che visse a lungo sulla salita di Santa Chiara, ha dedicato a Boccadasse una canzone. E Andrea Camilleri ci fece abitare Livia, la fidanzata genovese del commissario Montalbano.